sabato 3 dicembre 2011

Lanterna gialla (03)

Film n. 3





La fiamma del peccato (Double indemnity)
di Billy Wilder
con Fred MacMurray, Edward G. Robinson e  Barbara Stanwyck



L'incipit del racconto-confessione ti si ficca nella memoria come un chiodo in parete. La voce di Walter Neff, il protagonista-narratore, ferito a morte  inciampa sui denti: «Io ho ucciso per denaro ... e per una donna. E non ho avuto i soldi... e non ho avuto la donna».

E’ l’inizio del suo racconto al dittafono di Barton Keyes, il detective assicurativo suo amico. Il film in questo è geniale: l’indagine è tutta di Barton, ma lui, troppo amico di Walter, la fallisce. Non sarà così, qualche anno dopo per il tenente Colombo che da questo film nasce come idea: vedere, sapendo chi è il colpevole, come si sviluppa l’inchiesta.
Ma c’è anche Phillis, una conturbante Stanwyck, la donna nera, nera più di quella di picche. Oggi il suo braccialettino alla caviglia farebbe sorridere, ma allora vi assicuro che  noi giovani s’mandava in paranoia.
Un lungo flashback che si conclude con un’altra frase memorabile, l’indimenticabile ultima battuta di Phyllis Dietrichson, la dark lady, prima della resa dei conti: «No, io non ti ho mai amato, non ho mai amato nessuno. Sono guasta dentro.»

Alcune scene del film sono nella nostra memoria collettiva, ma ci si emoziona solo le prime volte: l’ho rivisto almeno sette.  Dopo un po' si ricordano quelle di passaggio: al drugstore o sulla pensilina della Stazione dei treni.


Oggi, superato il tempo dell’emozione, valuto che dialoghi siano la parte più interessante del film. Stoccate micidiali. Uno viene a sapere che c’è dietro Raymond Chandler e pensa “per forza!”. Niente vero. Come racconta Billy Wilder in una lunga intervista, Raymond beveva troppo e non funzionava bene: li ha riscritti, in gran parte, Billy. Poteva non dircelo, è pur sempre il regista maximo, ma si sa. “Nessuno è perfetto!”.
Voto *****/5
(Film successivo) 

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