lunedì 5 dicembre 2011

Lanterna gialla (05)

Film n. 5



La scala a chiocciola (The Spiral Staircase)
di Robert Siodmak
con Dorothy McGuire, Gerorge Brent  e  Ethel Barrymore

Bianco e nero folgorante, archetipo dei thriller ambientato in una vecchia casa densa di ombre tagliate da ciechi lampi di luce. L’incipit, campagna del New England, ha influenzato Snoopy: “Era una notte buia e tempestosa”. Forse anche Frankenstein Junior e di peggio, lì, si mette giustamente a piovere. La prossima vittima del serial killer, ma nessuno lo chiama così per il semplice fatto che ancora il termine non era stato coniato, è una muta. Le altre, uccise prima, tutte donne portatrici di handicap. 


Seguiranno, nella storia del cinema, varie vittime con problemi fisici: ciechi, invalidi (anche se temporanei: vedi La finestra sul cortile) ed anche sordomuti. Qui basta una fragile muta per angosciarci: un film di grande impatto emotivo, praticamente perfetto. I primissimi piani sull’occhio dell’assassino pronto a colpire sono sequenze famose, da scuola di cinema: si dice che a Firenze, negli anni del mostro, ispirarono i cartelli di attenzione rivolti ai giovani.


Si sa presto chi è lo psicopatico omicida, ma questo non attenua la suspense, anzi ne veniamo travolti. Le scene e le sequenze sono d’ispirazione espressionistica e il regista è tedesco, ma il fotografo è un genio.

Rivedendolo da dvd si possono apprezzare di più le finezze registiche: inquadrature, layout e musica. Degne di “studio” le mosse dei personaggi sapientemente recitati da quasi tutti gli attori. Dico così perché le espressioni della Barrymore mi sembrano troppo cariche, quasi da film muto.
A suo tempo Siodmak venne presentato come un emulo di Hitchcock; niente di più sbagliato. Le opere di Alfred che potrebbero averlo influenzato sono coeve o successive, forse sarebbe il caso di chiedersi se non sia vero il contrario.
Voto ****1/2/5

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