sabato 7 marzo 2015

Specchio, mio specchio! (2)

Due autori allo specchio:
Agatha e Raymond

Parte II


L'astio e l'invidia sono due bestie cariche di veleni. Soprattutto quando rivolte verso una regina inglese! Queen Agatha non reagisce e, con superiorità regale, evita anche solo di considerare Raymond.

Chandler non demorde, è un duro come i suoi eroi, mantiene un tono molto critico verso il giallo classico  che accusa di   mancanza di realismo.  Ben esprime il suo giudizio nel saggio già citato   La semplice arte del delitto del 1944. Secondo i critici e studiosi  Massimo Bonfantini e Carlo Oliva, resta un testo molto interessante.





Esprime idee sensate sul come costruire un romanzo giallo (tra l'altro ispirate alle famose 20 regole di S.S. Van Dine) e su quali sono il significato e la funzione di questa forma di letteratura. E Contiene, inoltre, la durissima polemica contro il giallo "classico" degli anni '20 e '30 (e naturalmente i suoi prodotti tardivi: Ellery Queen) che abbiamo cominciato ad analizzare.
Chandler si dimostra molto critico nei confronti dei romanzi di grande successo popolare, come quelli di Agatha Christie e il suo giudizio diventa ancor più duro verso i seguaci americani di questo genere letterari, soprattutto S.S. Van Dine, ma allora perché traccia le stesse regole?   Nello scrivere si distingue da quelli non solo per la trama dei suoi romanzi e racconti, ma anche per lo stile originale, accurato, efficace soprattutto nell'uso del discorso diretto, che ricorda per certi versi scrittori più considerati dalla critica, come ad esempio Hemingway. Chandler seguì la strada della narrativa hard  boiled tracciata cono maestria da Dashiell Hammett e non ne fu da meno.
Ma torniamo al suo saggio. Dopo altre pesanti allusioni, entra nel vivo e porta un attacco diretto.


" C'è poi un libro di Agatha Christie, imperniato su Hercule Poirot, l'ingegnoso belga che parla come una traduzione letterale dal francese eseguita da uno scolaretto delle medie. Qui dopo aver fatto debitamente funzionare le sue «piccole cellule grigie» [il metodo di Poirot, si ricordi, è: metodo, ordine e cellule grigie!], il signor Poirot decide che nessuno, su una certa vettura letto, può aver compiuto il delitto da solo, e perciò tutti l'hanno commesso insieme, suddividendo il processo in una serie di operazioni semplici, come il montaggio di uno sbattiuova [il fordismo era all'apice con catene di montaggio perfettamente funzionanti!].
  

Questo è il genere d'intreccio che senza dubbio metterà fuori combattimento le intelligenze più poderose. Solo un deficiente potrebbe indovinare come sono andate le cose."
Credo che a questo punto Raymond abbia fatto una pausa e si sia bevuto un bel bicchiere a 43°. Poi ha ripreso con nuova verve.
"Esistono, di questi stessi autori, o di altri della loro scuola, trame molto meglio congegnate. Può darsi che ve ne sia una, chissà dove, che regga ad un'analisi accurata. sarebbe un piacere leggerla, quantunque io sarei certo costretto a tornare indietro, a pagina 47, per rinfrescarmi la memoria sull'ora esatta in cui il secondo giardiniere ha trapiantato la begonia color tè che aveva vinto il premio alla mostra di fiori della Contea."


Chissà cosa ne pensava di Nero Wolfe e delle orchidee, certo che delle begonie di cui s'interessa, a volte, Miss Marple gliene doveva importare poco!



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